Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, in data 13 dicembre 2001, ha trasmesso all’ENCI copia conforme del Decreto Ministeriale n° 24445 del 12.12.2001, con il quale ha approvato il nuovo testo del disciplinare del corpo degli esperti del libro genealogico.

Ne riproduciamo qui sotto il testo (fonte il sito ufficiale dell’ENCI: www.enci.it).

DISCIPLINARE DEL CORPO DEGLI ESPERTI

Norme generali

Art. 1

1. L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) secondo quanto previsto all’art. 6 del disciplinare del Libro Genealogico del cane di razza istituisce il Corpo degli esperti.

Art. 2

1. L’esperto giudice è colui che, dopo aver frequentato un corso di qualificazione teorico-pratico, preceduto da un periodo di apprendistato, e dopo aver superato con esito favorevole un esame teorico, sulle materie del corso, effettui un periodo di tirocinio a fianco di esperti giudici diversi, e sostenga una prova pratica con esito favorevole.

2. Il Consiglio Direttivo dell’ENCI, avendone riscontrata la capacità tecnica, la competenza specifica, l’obiettività e l’autorità per procedere alla valutazione dei cani in esposizione o in prove, ne ratifica la qualifica di esperto giudice abilitandolo a tale incarico.

3. La qualifica di esperto giudice, acquisita nei modi previsti dal presente disciplinare, implica l’iscrizione nell’Albo degli Esperti, sottoposto ad aggiornamenti annuali e pubblicato sull’Organo ufficiale dell’ENCI ogni mese di novembre.

Art. 3

1. Il Corpo degli esperti è suddiviso in due sezioni:

1ª Sezione: Esperti Giudici di esposizione
2ª Sezione: Esperti Giudici di prove

Art. 4

1. La 1a Sezione è costituita dagli esperti giudici valutatori delle caratteristiche morfologiche-funzionali nelle esposizioni e nei raduni con riferimento a tutte le razze o ad una o più razze anche appartenenti a gruppi diversi. Tra questi sono esperti giudici di razza, ovvero specializzati, quegli esperti regolarmente abilitati che abbiano allevato, per almeno 6 anni, una singola razza, o un insieme di razze assimilabili dello stesso gruppo, conseguendo, con i soggetti allevati, risultati significativi in verifiche morfologiche ed attitudinali, contribuendo pertanto concretamente al miglioramento genetico della razza anche in collaborazione con l’associazione specializzata in quanto riconosciuta ed operante. Questi esperti giudici, oltre alla valutazione delle caratteristiche morfologiche-funzionali, possono anche valutare le caratteristiche di socializzazione dei cani.

Art. 5

1. Gli esperti giudici già abilitati ad una o più razze possono ottenere la specializzazione per una determinata razza o per più razze affini, pur non allevandola/e, anche tramite:

a) la frequenza di un approfondito corso monografico organizzato dall’ENCI in collaborazione con l’Associazione Specializzata di riferimento, durante il quale verranno anche esaminati esemplari rappresentativi “in vivo”,

b) la partecipazione ad almeno cinque raduni e/o speciali in assistenza dell’esperto giudice titolare,

c) la frequenza a corsi di aggiornamento che annualmente l’ENCI dovrà organizzare in collaborazione con l’Associazione specializzata di riferimento.

Art. 6

1. La 2a Sezione è costituita dagli esperti giudici valutatori delle caratteristiche attitudinali, del carattere di risposta all’apprendimento con le seguenti specializzazioni:

a) esperti giudici per cani di utilità e difesa;
b) esperti giudici di mondioring;
c) esperti giudici per cani da caccia;
d) esperti giudici per cani da bestiame;
e) esperti giudici per cani da traccia;
f) esperti giudici per cani da protezione civile;
g) esperti giudici per cani da soccorso in acqua;
h) esperti giudici di corse amatoriali e di coursing;
i) esperti giudici di agility e obedience.

2. Gli esperti giudici per cani di utilità, difesa e mondioring testano le qualità naturali e le attitudini dei cani alla guardia ed alla difesa nei diversi livelli di risposta all’apprendimento, eseguono inoltre sui cani di tutte le razze verifiche caratteriali e test di socializzazione.

3. Gli esperti giudici per cani da caccia valutano le qualità naturali e le capacità di apprendimento di cani destinati all’impiego ausiliario nelle attività venatorie.

4. Gli esperti giudici per cani da caccia possono specializzarsi in:

a) esperti giudici per cani da ferma;
b) esperti giudici per cani da cerca;
c) esperti giudici per cirnechi;
d) esperti giudici per cani da riporto;
e) esperti giudici per cani da seguita;
f) esperti giudici per cani da tana;
g) esperti giudici per cani da traccia.

5. Gli esperti giudici per cani da ferma si differenziano in:

a) esperti giudici di prove classiche per cani delle razze continentali;
b) esperti giudici di prove classiche per cani delle razze inglesi;
c) esperti giudici di prove di caccia su selvaggina naturale per cani delle razze continentali;
d) esperti giudici di prove di caccia su selvaggina naturale per cani delle razze inglesi.

6. Gli esperti giudici per cani da lavoro su bestiame valutano le attitudini e le capacità di apprendimento dei cani addetti alla conduzione degli armenti.

7. Gli esperti giudici per cani da traccia valutano le doti dei cani adibiti al recupero di animali feriti, nel rispetto delle norme di ordine etico e di ordine igienico sanitario.

8. Gli esperti giudici per cani da protezione civile valutano le qualità naturali, l’attitudine e l’addestramento di cani adibiti al soccorso di persone disperse o coinvolte in eventi calamitosi.

9. Gli esperti giudici per cani da soccorso in acqua valutano le qualità naturali nonché le attitudini all’apprendimento ed all’addestramento dei cani adibiti al soccorso di persone o animali in difficoltà in acque marine, lacustri o fluviali.

10. Gli esperti giudici di corse amatoriali e coursing valutano le capacità di inseguimento corretto ad alta velocità dei cani levrieri.

11. Gli esperti giudici di agility e di obedience valutano le doti caratteriali dei cani, nonché la loro capacità di recepire qualsiasi tipo di addestramento per il loro possibile inserimento nella vita sociale.

Art. 7

L’attività di esperto, esercitata in territorio italiano, nonché in manifestazioni organizzate all’estero da comitati italiani o da comitati stranieri che assegnano titoli italiani, è incompatibile con l’appartenenza a cariche sociali elettive di organi statutari dell’ENCI, il cumulo comporta in ogni caso la sospensione “ipso facto” dell’attività di esperto per il periodo della durata della carica elettiva.

Comitato Consultivo Esperti

Art. 8

1. Il Consiglio direttivo dell’ENCI nomina il Comitato consultivo degli esperti costituito da:

– 1 componente il Consiglio direttivo dell’ENCI;
– 1 funzionario dei servizi zootecnici del Ministero delle politiche agricole e forestali segnalato da questo;
– 3 esperti giudici di esposizione (ciascuno di razze diverse);
– 3 esperti giudici di prove (ciascuno di prove diverse);

Il Direttore dell’ENCI, o un suo delegato, con funzioni di segretario.

2. I sei componenti con la qualifica di esperto giudice sono scelti dall’assemblea degli esperti convocata dal Presidente dell’ENCI con esclusione degli esperti giudici che ricoprano cariche elettive di organi statutari dell’ENCI.

3. Il Comitato consultivo degli esperti elegge nel proprio ambito il Presidente, scegliendolo tra i componenti nominati nella qualità di esperti.

4. Il Comitato consultivo degli esperti resta in carica tre anni e comunque decade con il Consiglio direttivo dell’ENCI, prorogando la propria attività fino alla elezione del nuovo Consiglio direttivo.

5. Le riunioni del Comitato consultivo degli esperti sono valide quando sono presenti la metà più uno dei componenti.

6. Le delibere del Comitato degli esperti sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, esse hanno carattere consultivo ed acquistano valore esecutivo solo se ratificate dal Consiglio direttivo dell’ENCI.

7. Il Comitato consultivo degli esperti tratta questioni eminentemente tecniche ivi compresa la metodica dei giudizi; riferisce alla Commissione Tecnica Centrale (CTC) valutazioni sulle condizioni delle varie razze in riferimento ai rispettivi standards.

8. Il Comitato consultivo degli esperti ha l’obbligo di riferire al Consiglio direttivo dell’ENCI sul comportamento degli esperti giudici, sull’espletamento dei loro compiti e su quanto riguarda il decoro ed il prestigio degli stessi, proponendo eventuali sanzioni disciplinari a carico di quelli che hanno tenuto comportamenti in tal senso non confacenti. Possono essere proposti i seguenti provvedimenti disciplinari:

a) richiamo;
b) censura;
c) sospensione fino a tre anni;
d) cancellazione dall’Albo.

Formazione degli esperti

Art. 9

1. Per potere essere ammessi alle procedure formative per esperto giudice di esposizione o di prove, il candidato deve possedere i seguenti requisiti:

a) essere socio dell’ENCI o di un gruppo cinofilo o di una associazione specializzata di razza riconosciuti dall’ENCI;

b) avere superato il 25° anno di età;

c) essere in possesso almeno della licenza della scuola media superiore o di un titolo equipollente;

d) non essere stato colpito da provvedimento di sospensione dall’attività cinotecnica o dal registro degli allevatori e dei proprietari, secondo il combinato degli art. 8 e 12 del disciplinare del libro genealogico, per più di due anni ed in ogni caso sia trascorso almeno un anno dalla scadenza della sanzione;

e) non essere titolare o gestore avente rapporti societari anche di fatto o comunque interessato in scuole di addestramento e non svolgere attività commerciale in campo cinotecnico (mangimi, materiali seminali, ecc.);

f) avere allevato, in modo continuativo, la razza per la quale richiede la nomina a esperto giudice, producendo almeno tre cucciolate distribuite nei cinque anni antecedenti la presentazione della domanda, ed avere partecipato con almeno due soggetti di tale razza e da lui allevati, alle manifestazioni per le quali aspira a diventare esperto giudice, ottenendo titoli ufficiali;

g) non avere subito condanne penali con provvedimento di detenzione.

h) avere esplicitamente sottoscritto il codice deontologico dell’esperto giudice.

Art. 10

1. Per intraprendere la procedura formativa per la nomina ad esperto giudice occorre presentare domanda indirizzata all’ENCI indicando la razza che si desidera giudicare e/o la specializzazione che si intende acquisire.
La domanda corredata dalla documentazione prescritta, sarà istruita dall’Ufficio centrale del libro genealogico (UC).
Il mancato accoglimento deve essere motivato e notificato all’interessato.

Art. 11

1.Tutti i candidati ammessi alle procedure formative per l’abilitazione di esperto giudice dovranno seguire un periodo di apprendistato affiancando almeno cinque esperti giudici diversi nell’esercizio della funzione per la quale essi richiedono l’abilitazione. Nel caso la razza per la quale si chiede l’abilitazione sia tutelata da una associazione specializzata, l’affiancamento deve avvenire in occasione di speciali e/o raduni di razza.

2. L’UC provvederà ad autorizzare il candidato dandone tempestiva comunicazione all’esperto giudice ed al comitato organizzatore interessati.

3. L’apprendistato può essere eseguito in manifestazioni nazionali, internazionali, o di razza in località ed in tempi differenziati a scelta dell’interessato in maniera che tra ognuno di essi intercorra un periodo almeno di quindici giorni e tra il primo e l’ultimo almeno di centottanta giorni.

4. Gli esperti giudici presso cui viene eseguito l’apprendistato rilasceranno al candidato un attestato di presenza, corredato da una breve nota dell’esperto giudice formatore.

Art. 12

1. I candidati in regola con l’apprendistato sono ammessi ad un corso teorico pratico. Le materie che verranno svolte nel predetto corso sono le seguenti:

a) anatomia del cane;
b) principi di genetica di base;
c) cinognostica generale e descrittiva;
d) statica e meccanica animale;
e) principi e tecnica di giudizio;
f) comportamento del cane e cenni di psicologia canina;
g) Statuto dell’ENCI, disciplinare del libro genealogico, norme tecniche ENCI e Regole Federazione Cinologica Internazionale (FCI) generale e speciale delle manifestazioni canine.

2. I corsi teorico pratici per esperto giudice saranno organizzati dall’ENCI almeno due volte per ogni anno, e comunque in rapporto al numero di candidati.

3. I corsi saranno tenuti da docenti ufficialmente qualificati nelle materie del corso.

Art. 13

1. I candidati, dopo aver conseguito l’attestato di frequenza al corso, devono sottoporsi ad un esame teorico, scritto ed orale, sulle materie trattate nel corso stesso con l’aggiunta dello standard morfologico e di lavoro e della storia della razza che richiede di giudicare.

2. La commissione esaminatrice è composta dal Direttore dell’ENCI o da un suo delegato, con funzioni di segretario, da tre esperti designati dal Consiglio direttivo dell’ENCI, scelti in una rosa di 6 nominativi proposti dall’UC, scelti tra i docenti dei corsi e tra gli esperti giudici che non ricoprano cariche elettive di organi statutari dell’ENCI.
Ne fa parte inoltre di diritto un funzionario dei servizi zootecnici del Ministero delle politiche agricole e forestali.

3. La commissione esaminatrice, con proprio giudizio insindacabile, stabilirà l’idoneità del candidato ad essere proposto per la nomina ad aspirante giudice.

4. Le commissioni per gli esami teorici, si riuniranno due volte l’anno presso la sede indicata dall’Ufficio centrale del libro genealogico.

Art. 14

1. I candidati che abbiano superato con esito favorevole gli esami teorici saranno iscritti in un elenco di aspiranti giudici. Essi possono presentarsi agli esami pratici dopo un periodo di tirocinio, eseguendo obbligatoriamente cinque assistentati distanziati l’uno dall’altro di almeno 21 giorni e realizzati con esperti giudici diversi, nel corso di manifestazioni nazionali o internazionali riconosciute dall’ENCI. Gli assistentati in parola dovranno essere svolti con esperti giudici specialisti di razza nell’ambito di raduni e/o speciali di razza nel caso in cui la stessa sia tutelata da una associazione specializzata riconosciuta o, negli altri casi, nell’ambito di manifestazioni internazionali. Almeno 3 assistentati saranno svolti con giudici esperti iscritti nell’Albo esperti dell’ENCI.

2. L’esperto giudice trasmetterà direttamente all’UC la valutazione sull’assistentato.

3. L’UC informerà direttamente l’interessato sulla validità o meno dell’assistentato eseguito.

4. Nel caso uno o più assistentati non dovessero essere favorevoli il candidato sarà tenuto a ripeterlo/i.

5. Il tirocinio deve essere completato entro 24 mesi dal superamento dell’esame teorico, pena l’annullamento di questo.

Art. 15

1. Gli aspiranti esperti giudici dopo aver conseguito cinque attestati validi del tirocinio prescritto potranno presentare all’ENCI domanda di ammissione agli esami pratici.

2. La commissione esaminatrice sarà composta dal Direttore dell’ENCI, o da un suo delegato, con funzioni di segretario e da tre esperti giudici internazionali, di cui almeno uno esperto nella specializzazione del candidato (esperto giudice specialista), almeno uno con l’abilitazione a tutte le razze e di cui uno con funzione di presidente, nominati dal Consiglio direttivo dell’ENCI su proposta dell’UC, scelti tra esperti giudici che non ricoprano cariche elettive di organi statutari dell’ENCI. Ne fa parte inoltre di diritto un funzionario dei servizi zootecnici del Ministero delle politiche agricole e forestali.

3. La commissione esaminatrice, con proprio giudizio insindacabile, stabilirà l’idoneità del candidato ad essere proposto per la nomina ad esperto.

Art. 16

1. L’esame pratico per la nomina ad esperto giudice si svolgerà in raduni appositamente organizzati con l’impiego di soggetti opportunamente scelti e predisposti.

2. L’esame potrà altresì svolgersi nell’ambito di manifestazioni nazionali od internazionali, in spazi adatti, fermo restando che per le razze tutelate da un’associazione specializzata, l’esame si dovrà tenere nell’ambito di un raduno o di una speciale della razza stessa. In ogni caso sulle relazioni redatte dai candidati per il/i soggetto/i che verranno allo stesso sottoposti per la verifica dovrà essere trascritto il numero di catalogo assegnato al/ai soggetto/i stesso/i.

3. La prova pratica per la valutazione in esposizione si svolgerà in apposito ring dove verranno presentati agli esaminandi i soggetti da valutare. I candidati dovranno formulare sugli stessi un giudizio completo, assegnando qualifiche e classifiche che verranno illustrate alla commissione.

4. La prova pratica per la valutazione in lavoro si svolgerà con l’impiego in azione di alcuni soggetti con particolari caratteristiche attitudinali che verranno sottoposti agli esaminandi perché possano formulare su di essi un giudizio completo assegnando qualifiche e classifiche che illustreranno alla commissione.

5. Sia negli esami pratici per l’esposizione che in quelli per le prove, i candidati dovranno commentare i criteri seguiti nella valutazione e rispondere alle domande che i componenti la commissione rivolgeranno loro.

Art. 17

1. La nomina di esperto giudice è di competenza del Consiglio direttivo dell’ENCI il quale proclamerà esperti giudici i candidati dichiarati “idonei” dalla commissione esaminatrice degli esami finali e riconosciuti, a suo giudizio insindacabile, in possesso delle qualità previste dall’art. 2 del presente disciplinare.

2. La decadenza e la sospensione da socio comporta l’annullamento o la sospensione dalla nomina da esperto giudice.

3. Decadranno dalla nomina gli esperti giudici che inizieranno un’attività commerciale nel campo cinotecnico, secondo il disposto dell’art. 9, lettera e).

4. Decadranno dalla nomina gli esperti giudici che verranno meno alle norme contenute nel codice deontologico, in seguito al pronunciamento in tal senso del Comitato consultivo degli esperti. La decadenza è disposta con delibera del Consiglio direttivo dell’ENCI.

Art. 18

1. Gli esperti giudici che desiderano estendere l’abilitazione al giudizio di una o più razze oltre la prima, dopo aver partecipato ai lavori di un seminario monografico su ogni razza o gruppo di razze affini organizzati dall’ENCI in collaborazione, quando esistente, con l’associazione specializzata di riferimento, possono presentare domanda all’ENCI.

2. Per essere ammessi all’esame pratico i candidati dovranno inoltre avere eseguito tre assistentati con esperti giudici diversi. Nel caso si tratti di razze tutelate da associazioni specializzate gli assistentati in parola saranno ridotti a due da effettuarsi nell’ambito di raduni e/o speciali.

3. Gli aspiranti alla qualifica di esperto di prove per cani da ferma debbono conseguire prioritariamente la nomina a esperto giudice di caccia per prove su selvaggina naturale per le razze continentali o per quelle inglesi. Gli esperti giudici così nominati, per estendere l’abilitazione al giudizio di prove classiche per razze da ferma, dopo aver partecipato ai lavori di un seminario monografico organizzato dall’ENCI in collaborazione, quando esistente, con l’associazione specializzata di riferimento, possono presentare domanda all’ENCI.

4. Per essere ammessi all’esame pratico per l’estensione al giudizio per le razze già giudicate su selvaggina naturale i candidati dovranno svolgere almeno tre assistentati con esperti giudici diversi.

Art. 19

1. Ove il candidato o l’aspirante esperto giudice non superasse l’esame o le prove previste dal presente regolamento, per ciascuna categoria, potrà ripresentarsi, facendone domanda scritta all’UC, solo dopo che siano trascorsi almeno 12 mesi, e ciò per non più di tre volte successive (sia per esami teorici che per esami pratici).

Art. 20

1. L’ENCI può nominare, su richiesta dell’interessato, Esperto Giudice di Esposizione di tutte le razze (all-rounder) gli esperti che abbiano ottenuto la regolare abilitazione a tutte le razze comprese in almeno sette dei gruppi entro i quali la FCI classifica le razze canine riconosciute. In particolare, debbono obbligatoriamente essere abilitati a tutte le razze comprese nei seguenti gruppi: 1°, 2°, 9°.

Art. 21

1. Gli esperti giudici di nuova nomina possono giudicare manifestazioni cinotecniche nazionali abilitate al rilascio del Certificato di Attitudine al Campionato (CAC) o al rilascio di altri titoli di selezione zootecnica previsti dalle apposite norme tecniche del libro genealogico.

2. Gli esperti giudici dell’ENCI, che abbiano giudicato almeno cinque volte in manifestazioni cinotecniche nazionali abilitate dall’ENCI al rilascio del CAC, possono giudicare in manifestazioni cinotecniche internazionali, omologate dalla FCI, per il rilascio del:

– Certificato Attitudine Campionato Internazionale Bellezza (CACIB);
– Certificato Attitudine Campionato Internazionale Lavoro (CACIT);
– Certificato Attitudine Campionato Internazionale Agility (CACIAG);
– Certificato Attitudine Campionato Internazionale Obedience (CACIOB).

3. La designazione a esperto giudice in tutte le manifestazioni cinotecniche riconosciute dall’ENCI deve essere preventivamente ratificata da questo.
Obblighi e doveri degli esperti giudici

Art. 22

1. Gli esperti giudici devono giudicare rispettando scrupolosamente le norme regolamentari emanate dall’ENCI e dall’UC, nei limiti della sua competenza, nonché gli standards morfologici e di lavoro delle varie razze canine adottati dalla FCI e dall’ENCI.

2. Gli esperti giudici sono tenuti a rispettare con il massimo scrupolo le norme contenute nel codice deontologico che sarà opportunamente sottoscritto da ogni esperto giudice anche quando già abilitato dall’ENCI, pena la decadenza della nomina.

3. Il codice deontologico, proposto dal Comitato consultivo degli esperti, è approvato con delibera della CTC.

Norme transitorie

Art. 23

1. Gli esperti già nominati giudici dell’E.N.C.I. all’atto dell’approvazione del presente disciplinare conservano a tutti gli effetti detta qualifica.

2. I candidati che hanno iniziato le procedure formative prima dell’entrata in vigore delle modifiche al presente Disciplinare, potranno completare l’iter formativo previsto dalle precedenti norme approvate con D.M. n° 20894 del 18 aprile 2000.

3. Fino al 31 ottobre 2002 l’ENCI può nominare, su richiesta dell’interessato, esperto giudice all-rounder, gli esperti che abbiano ottenuto la regolare abilitazione a tutte le razze comprese in almeno sei dei gruppi entro i quali la FCI classifica le razze canine riconosciute.

Norme di esecuzione

Art. 24

1. Il presente disciplinare entra in vigore dalla data del decreto di approvazione da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali.

2. Le modifiche al presente disciplinare, d’iniziativa del Ministero delle politiche agricole e forestali, nonché quelle proposte dall’ENCI, su conforme parere della CTC, entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione.

Visto, si approva.

Giuseppe Ambrosio
Direttore Generale