La locomozione è l’atto di spostarsi da un posto all’altro, cioè la capacità di muoversi, di percorrere lo spazio.
È importante definire come un cane dovrebbe muoversi per dimostrare efficienza nella funzione per la quale è stato selezionato.
Dal momento che le diverse razze hanno varie funzioni - corsa, traino, riporto, cerca, combattimento, nuoto - la questione è molto più ampia di quello che ci si potrebbe aspettare.
In esposizione il giudice è obbligato a seguire lo standard scritto della razza senza tenere conto del fatto che il modo di muoversi eventualmente descritto sia o meno efficiente.
Da un punto di vista tecnico-scientifico è necessario invece descrivere se il modo di muoversi sia funzionalmente efficiente per una determinata razza, ribadendo però il concetto che in esposizione ciò che conta è l’eventuale descrizione dello standard.
In teoria, si crede che alle esposizioni la selezione sia basata sul giudizio di quale struttura o tipo di movimento indichi la perfezione del soggetto rispetto alla funzione della razza.
In pratica, bisogna riconoscere che spesso la selezione del miglior soggetto alle esposizioni è basata su ciò che l’osservatore ritiene esteticamente pregevole.
Dal momento che la maggioranza delle razze è stata sviluppata con scopi utilitari - in altre parole, per compiere un lavoro - l’obiettivo diviene, pertanto, quello di descrivere il tipo di locomozione che indica una appropriata funzionalità.
D’altra parte, numerose razze sono mantenute solo per il piacere della gente, per compagnia o come status simbol, senza avere una destinazione utilitaria; perciò non esiste una base funzionale di giudizio se non quella delle preferenze dei proprietari o una eventuale descrizione dello standard; tuttavia, in tali casi, si ritiene che dovrebbero almeno essere applicati criteri umanitari per evitare che i soggetti debbano convivere con condizioni fisiologiche penose come displasie, artriti, dislocazioni ossee, etc.
Alle esposizioni, la qualità della locomozione viene normalmente giudicata a una sola andatura: il trotto.
È superfluo sottolineare che non tutte le razze canine sono esperte trottatrici e neanche dovrebbero esserlo, ciò significa che molte razze vengono giudicate a una andatura nella quale non sono efficienti.
Allora nel giudizio del movimento il criterio deve essere: "Che trotto deve esibire il soggetto per dimostrare efficienza nella sua funzione?" e non "Che trotto deve esibire il soggetto per dimostrarsi un trottatore efficiente?".
In realtà, solo un esiguo numero di razze dovrebbero esibire il c.d. trotto ideale (di resistenza).
Riassumendo, quindi, possiamo dire che:
- qualsiasi razza destinata a una funzione operativa dovrebbe possedere un modo di trottare che denoti efficienza rispetto a quella funzione.
- poiché le razze canine hanno funzioni diverse, inclusa quella di piacere alla gente, ci si dovrebbero attendere diversi modi trottare.
- l’applicazione di un modo unico di trottare a tutte le razze non ha un fondamento logico.